Matteo*, 11 anni, vive con sua madre e suo fratello maggiore a San Gallo.
È già da un po' di tempo che mi travesto da fantasma e mi aggiro per casa per spaventare Matteo. Ma non si tratta di uno scherzo familiare, bensì di una terapia. Mio figlio doveva infatti riabituarsi alle cose che fanno paura.
Noi genitori non ci eravamo resi conto che avesse un problema del genere. Ma una notte mi sono svegliata e ho trovato Matteo seduto sul letto, tremante e sudato. Non aveva la febbre, però. Allora ho capito: aveva paura. Per tre giorni non ha mangiato nulla, è rimasto tutto il tempo aggrappato al suo orsacchiotto e non mi ha lasciato un attimo. Poi tutto è tornato alla normalità.
Pensavamo che ora fosse tutto a posto, ma c'erano ancora notti in cui dormiva male o non riusciva ad addormentarsi. Evitava anche tutto ciò che era in qualche modo inquietante: suo fratello, ad esempio, aveva una maglietta con un teschio stampato sopra, che lui non sopportava affatto.
Cosa ha scatenato la paura
Alla fine abbiamo scoperto cosa aveva scatenato la paura di Matteo: una spaventosa decorazione di Halloween nell'asilo scolastico. Matteo non si aspettava di trovarsi di fronte uno scheletro luminoso in un angolo buio e si era spaventato moltissimo.
La sua reazione è stata prevedibile quando è arrivato di nuovo Halloween: non voleva andare all'asilo e evitava tutto ciò che fosse in qualche modo spaventoso. Non era mai così grave da impedirgli di uscire o di incontrare gli amici, ma era un problema puntuale che pesava su di lui e su di noi come famiglia. Matteo ormai aveva paura della paura; non voleva più provarla.
Matteo ha capito che può controllare la sua paura.
Verena, madre di Matteo
Quando aveva nove anni, l'ho iscritto a una terapia. Ci sono volute cinque sedute perché Matteo superasse la sua paura. In quel periodo leggeva e guardava libri e film horror a casa. A poco a poco si è abituato all'idea che sotto il costume da fantasma ci fosse la sua mamma. Ha capito che poteva controllare la sua paura e che affrontandola sarebbe diminuita.
Lo abbiamo fatto anche come famiglia: tutti devono essere coinvolti, capire cosa sta succedendo e collaborare attivamente per superare la paura, solo così funziona.
* Nome noto alla redazione





