Condividere

Allergia alle arachidi: ecco come prevenirla

Tempo di lettura: 3 min
Uno studio condotto in Inghilterra ha rivoluzionato la prevenzione delle allergie alle arachidi. A cosa devono prestare attenzione i genitori e cosa possono fare concretamente.
Testo: Martina Huber

Foto: Carla Kogelman

Per molto tempo si è ritenuto che i neonati dovessero evitare il contatto con alimenti allergenici come arachidi, frutta a guscio, pesce, uova e latte. A partire dal 2015, il cosiddetto studio Leap, condotto dal ricercatore britannico specializzato in allergie Gideon Lack, ha portato a un cambiamento di prospettiva: lo studio ha dimostrato che i bambini a cui veniva somministrata la crema di arachidi già dalla fase di introduzione degli alimenti complementari presentavano un rischio significativamente inferiore di sviluppare un'allergia alle arachidi.

A seguito dello studio, le raccomandazioni sono state adeguate a livello internazionale. Oggi gli specialisti in allergologia raccomandano di somministrare ai bambini, già nel primo anno di vita, gli alimenti allergenici più importanti, in una forma adatta alla loro età – ad esempio, la frutta secca macinata o sotto forma di purea, oppure l'uovo cotto. Per favorire lo sviluppo della tolleranza, i bambini dovrebbero assumere regolarmente gli alimenti allergenici.

Ulteriori misure preventive

Che le nuove raccomandazioni abbiano effettivamente un impatto nella pratica è quanto suggerisce anche uno studio statunitense, i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso autunno sulla rivista specializzata «Pediatrics»: i ricercatori del Children's Hospital of Philadelphia hanno analizzato i dati relativi a diverse decine di migliaia di bambini e hanno potuto dimostrare che, negli Stati Uniti, le allergie alle arachidi sono diminuite in modo significativo dopo l'introduzione delle nuove linee guida sulla somministrazione precoce delle arachidi.

Altre misure preventive iniziano ancora prima: durante la gravidanza si dovrebbe evitare il fumo e il fumo passivo. Anche l'allattamento al seno e il parto vaginale, che mettono il bambino a contatto con la flora vaginale della madre, riducono il rischio di allergie. Secondo Eva Untersmayr-Elsenhuber, specialista in immunologia clinica, anche le infezioni benigne superate durante la prima infanzia, come i raffreddori, possono ridurre il rischio di allergie.

Sintomi, consulenza e trattamento

  • I sintomi più comuni di un'allergia alimentare sono reazioni cutanee quali arrossamenti o gonfiori, talvolta accompagnati da malessere, dolori addominali o vomito. In rari casi possono verificarsi anche reazioni allergiche gravi.
  • Se si sospetta un'allergia alimentare, è opportuno sottoporsi a una valutazione medica, in modo da poter identificare con certezza gli allergeni, evitarli in futuro e stabilire un trattamento adeguato, anche in base alla gravità dell'allergia.
  • I sintomi lievi, come prurito, formicolio alla bocca e alla gola o arrossamenti e altre reazioni cutanee, possono essere alleviati con gli antistaminici.
  • In determinati casi, il medico può prescrivere anche un preparato a base di cortisone. Viene utilizzato come terapia complementare e ha lo scopo di frenare la reazione infiammatoria del sistema immunitario.
  • Sintomi quali difficoltà respiratorie, vertigini o tachicardia possono indicare un episodio di anafilassi. In tal caso, è necessario somministrare immediatamente una iniezione di adrenalina nella coscia e chiamare il numero di emergenza 144.
  • Il «aha! Centro svizzero per le allergie» offre alle persone affette da allergie e ai loro familiari una consulenza personalizzata gratuita, sia telefonicamente al numero 031 359 90 50 sia per iscritto tramite il modulo online.

Uno studio condotto in Irlanda avrebbe dimostrato che le restrizioni ai contatti durante la pandemia hanno fatto aumentare il rischio di allergie nei bambini. Anche alcuni farmaci, come gli antibiotici o gli inibitori della secrezione gastrica, possono aumentare il rischio di allergie, motivo per cui dovrebbero essere utilizzati solo se realmente necessari dal punto di vista medico.

Vai all'articolo principale:

Fattori scatenanti più comuni dell'anafilassi

In Svizzera, ogni anno circa 10 persone su 100'000 sono colpite da anafilassi, una reazione allergica improvvisa e potenzialmente letale. I fattori scatenanti più comuni variano con l'età: nei bambini prevalgono gli allergeni alimentari come arachidi, frutta a guscio, latte vaccino e uova, mentre negli adulti sono soprattutto i veleni degli insetti a causare l'anafilassi, seguiti dai farmaci e dagli alimenti.

Questo testo è stato pubblicato originariamente in lingua tedesca ed è stato tradotto automaticamente con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Vi preghiamo di segnalarci eventuali errori o ambiguità nel testo: feedback@fritzundfraenzi.ch