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Perché i ragazzi restano indietro a scuola

Tempo di lettura: 5 min

Perché i ragazzi restano indietro a scuola

In una fase cruciale della carriera scolastica, le ragazze hanno un cervello biologicamente più maturo rispetto ai ragazzi. Ma non è solo per questo che riescono a ottenere risultati migliori.
Testo: Fabian Grolimund

Illustrazione: Petra Dufkova / Gli illustratori

Giovedì, riunione con i genitori della seconda classe: siamo seduti su delle sedie basse e aspettiamo che inizi la riunione. Un papà osserva con interesse il sistema di ricompense appeso alla parete ed esclama: «Tipico: le ragazze hanno tutte ancora le loro tre perline, mentre tra i ragazzi nessuno è riuscito a raggiungerle entro giovedì!»

Anche alcuni studi lo dimostrano: nel complesso, le studentesse riescono meglio a rispettare le regole della classe e a concentrarsi sulle lezioni. Dimenticano meno spesso i compiti, si preparano con maggiore serietà agli esami e ottengono voti migliori. Ormai costituiscono la maggioranza nei licei e hanno un rendimento migliore all'università.

D'altra parte, i ragazzi devono ripetere più spesso un anno, abbandonano la scuola più frequentemente senza aver conseguito il diploma e sono nettamente sovrarappresentati nelle scuole speciali. La ricerca parla di «divario educativo di genere», che si manifesta in molti paesi in cui le ragazze non sono più ostacolate dalle norme sociali nel raggiungimento del successo scolastico. A cosa è dovuto?

In che modo la maturità cerebrale influisce sul rendimento scolastico

Diversi studi evidenziano differenze nello sviluppo cerebrale tra ragazze e ragazzi. Da questi studi emerge che il cervello femminile raggiunge la maturità prima. Ciò vale soprattutto per la corteccia prefrontale, un'area strettamente legata alla capacità di autocontrollo.

Pianificare, perseguire obiettivi, valutare le conseguenze, controllare gli impulsi, regolare le emozioni e concentrarsi: tutte queste capacità, che associamo alla ragione e alla maturità, sono legate alla corteccia prefrontale. Le fasi importanti dello sviluppo di questa area cerebrale avvengono nelle bambine in media circa due anni prima rispetto ai maschi, come dimostra un ampio studio a lungo termine condotto dal National Institute of Mental Health statunitense su oltre 2000 bambini.

Obiettivi motivanti, istruzioni concise e chiare, un po’ di competizione e un feedback immediato spesso piacciono di più ai ragazzi rispetto a lunghe sessioni di ascolto o allo svolgimento autonomo di fogli di lavoro.

Si riscontrano tuttavia differenze anche in altri due ambiti importanti. Le ragazze, infatti, mostrano un vantaggio anche nello sviluppo del linguaggio. Di conseguenza, tendono ad avere meno difficoltà nell'apprendimento della lettura e della scrittura.

Allo stesso tempo, durante la pubertà il sistema di ricompensa dei ragazzi reagisce in modo molto più marcato alle gratificazioni immediate rispetto a quello delle ragazze. Di conseguenza, per i ragazzi è più difficile mettere da parte quel videogioco avvincente o il cellulare per dedicarsi allo studio in vista di un esame che si terrà solo la settimana prossima.

Le ragazze, quindi – soprattutto nella fascia d'età compresa tra i 10 e i 15 anni – hanno un cervello biologicamente più maturo. Questo vantaggio è prezioso a scuola.

Motivi sociali

Il divario nell'istruzione di genere ha però anche ragioni sociali. Alcuni comportamenti che favoriscono il successo scolastico, come un certo grado di adattamento, l'impegno o la gestione meticolosa di un'agenda, sono considerati da molti ragazzi e giovani uomini «poco virili» e «poco cool».

Per sentirsi parte del gruppo ed evitare di essere etichettati come secchioni, in molti gruppi di ragazzi è considerato di buon gusto non impegnarsi troppo a scuola e opporsi alle norme sociali.

Quando i padri leggono regolarmente ai propri figli, trasmettendo loro così l'idea che la lettura non è un'attività tipicamente femminile, le loro competenze di lettura migliorano.

Allo stesso tempo, soprattutto durante la scuola elementare, i ragazzi hanno molto meno spesso modelli di riferimento dello stesso sesso che dimostrino loro che la mascolinità è perfettamente compatibile con l'istruzione e l'impegno intellettuale.

Infine, quando si verificano problemi in famiglia, i ragazzi tendono a reagire rifiutandosi di impegnarsi e assumendo comportamenti di disturbo a scuola, mentre le ragazze, nelle situazioni difficili, cercano più spesso di trovare almeno un po’ di stabilità attraverso i risultati scolastici.

Come coinvolgere i ragazzi nella scuola e nell'istruzione

Come va interpretata questa evoluzione? Rallegriamoci innanzitutto del fatto che oggi le ragazze possano finalmente dimostrare di cosa sono capaci. Fino a pochi decenni fa, infatti, subivano sistematicamente una discriminazione nel sistema scolastico, ad esempio attraverso un accesso più difficile ai licei o un'educazione che le scoraggiava dal perseguire studi superiori.

Il fatto che oggi le ragazze ottengano risultati migliori a scuola dimostra anche che questi ostacoli sono stati in gran parte superati e che le ragazze non sono affatto meno dotate o intelligenti, come si è a lungo sostenuto.

I padri hanno un'influenza nettamente maggiore rispetto alle madri sulla motivazione dei propri figli a ottenere risultati.

Allo stesso tempo, abbiamo il compito di capire come coinvolgere i ragazzi nella scuola e nell'istruzione. In questo senso, il nostro impegno come genitori è fondamentale tanto quanto quello della scuola. Quest'ultima può impegnarsi a rendere le lezioni più orientate alla pratica, a integrare maggiormente l'attività fisica e a trasmettere ai ragazzi una visione moderna del successo e della mascolinità.

Può prendere spunto da ambiti in cui i ragazzi sono spesso più motivati, come lo sport, la musica o i videogiochi. Obiettivi motivanti, istruzioni brevi e chiare, a volte anche un po’ di competizione e un feedback immediato spesso piacciono di più ai ragazzi rispetto a lunghe sessioni di ascolto o allo svolgimento autonomo di fogli di lavoro.

L'influenza dei padri

Se guardiamo alla sfera familiare, la ricerca dimostra che a noi padri spetta un ruolo significativo. Lo studio Sustain dell'Università di Amburgo dimostra infatti che i padri hanno un'influenza nettamente maggiore rispetto alle madri sulla motivazione al rendimento dei propri figli.

Gli effetti sul rendimento scolastico sono particolarmente evidenti nelle materie scientifiche, ma si riscontrano anche nella lettura. Numerosi studi sottolineano infatti che le competenze di lettura dei ragazzi migliorano notevolmente quando i padri leggono loro ad alta voce con regolarità, trasmettendo loro così l'idea che la lettura non sia un'attività esclusivamente «femminile».

Studi longitudinali condotti in Scandinavia giungono invece alla conclusione che i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni mostrano una tolleranza alla frustrazione nettamente superiore nello studio quando i loro padri partecipano attivamente alla loro educazione nella vita quotidiana e non si limitano a fare da compagni di gioco dopo il lavoro o nei fine settimana.

Per far capire ai ragazzi che l'istruzione è importante e non è affatto fuori moda, noi genitori non otteniamo grandi risultati chiedendo loro continuamente dei voti o esortandoli a impegnarsi di più. È invece fondamentale essere presenti e mostrare un interesse sincero per la scuola e per le materie che vi vengono insegnate.

Questo testo è stato pubblicato originariamente in lingua tedesca ed è stato tradotto automaticamente con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Vi preghiamo di segnalarci eventuali errori o ambiguità nel testo: feedback@fritzundfraenzi.ch