Tra le centinaia di interviste che abbiamo raccolto, ne abbiamo selezionate 25 particolarmente significative per il nostro numero speciale dedicato all'anniversario. Qui trovate una panoramica di tutti i testi.
A cura di: Redazione

Foto: Samuel Trümpy / 13 Photo

1 – Remo Largo: «Ogni bambino vuole crescere – e quindi imparare»

2 – Barbara Bleisch: «I bambini non possono essere plasmati e stimolati a piacimento»

3 – Oliver Berg: «Chi inizia a fumare erba da giovane ha un problema»

4 – Ellen Ringier: «La disciplina era tutto. E lo sport»

5 – Peter Gray: «I bambini devono imparare a fallire»

6 – Franziska Bobillier: «Dovremmo chiamare la morte con il suo nome»

7 – Haim Omer: «I bambini reagiscono quando i genitori li puniscono»

8 – Margarete Killer-Rietschel: «Quasi tutto ciò che i genitori hanno trascurato può essere rimediato»

9 – Dagmar Pauli: «I bambini trans spesso lo sanno già da molto presto»

10 – Allan Guggenbühl: «I bambini hanno bisogno di una sana dose di abbandono»

11 – Nik Niethammer: «Essere genitori è l'ultima grande avventura dei nostri tempi»

12 – Margrit Stamm: «Concentrarsi esclusivamente sui voti è problematico»

13 – Gregor Berger: «Il suicidio dovrebbe essere affrontato apertamente»

14 – Christelle Schläpfer: «Chi fa bullismo cerca in questo modo di compensare qualcosa»

15 – Jesper Juul: «Genitori, smettete di preoccuparvi»

16 – Marguerite Dunitz-Scheer: «Nessun bambino dovrebbe essere costretto a mangiare le verdure»

17 – Lutz Jäncke: «Chi fa musica usa meglio il cervello»

18 – Claudia Haarmann: «Il silenzio è peggio del litigio più aspro»

19 – Dani Burg: «Il nostro sistema scolastico è fragile e malato»

20 – Tom Hodgkinson: «I genitori pigri sono genitori migliori»

21 – Susanne Walitza: «La paura è una malattia invisibile»

22 – Philipp Ramming: «Educare non è una sorta di spa per il benessere»

23 – Franz Ziegler: «Genitori, siate forti e chiedete aiuto!»

24 – Pascal Rudin: «L'ADHD viene diagnosticato troppo in fretta e in modo troppo superficiale»

25 – Daniel Wolff: «I genitori devono imparare a imporsi quando si tratta di cellulari»