ADHD e psicoterapia
I bambini affetti da ADHD mostrano comportamenti anomali simili a quelli del «Zappelphilipp» (il bambino irrequieto) nei libri illustrati del medico di Francoforte Heinrich Hofmann del XIX secolo. Oggi i sintomi di disattenzione, iperattività e mancanza di controllo delle azioni (impulsività) sono le caratteristiche principali della diagnosi di ADHD. Se questi sintomi si manifestano per più di sei mesi in due o più ambiti della vita (ad es. scuola, famiglia), compromettono lo sviluppo sociale e scolastico.
I sintomi dell'AHDS possono rappresentare un peso per il bambino e per le figure di riferimento a qualsiasi età. In età prescolare e scolare, questi bambini mostrano spesso un'attività senza scopo, giocano poco e presentano difficoltà di apprendimento. Nella maggior parte dei casi si aggiungono problemi con i coetanei, che compromettono lo sviluppo dell'autostima del bambino. Nell'adolescenza l'irrequietezza diminuisce, mentre persistono i problemi di attenzione, il disagio emotivo e le difficoltà nel comportamento sociale.
I sintomi principali dell'ADHD sono la tendenza a dimenticare spesso le cose, la difficoltà a concentrarsi per periodi prolungati, gli scatti d'ira o le reazioni impulsive, che contrastano con le esigenze scolastiche e sociali. Sostenere un bambino con ADHD può comportare un carico notevole per la famiglia e gli insegnanti.
Se la famiglia è già sotto pressione o se gli insegnanti non sono in grado di garantire tale sostegno, ciò influisce negativamente sui sintomi. Per questo motivo, la formazione dei genitori e degli insegnanti su come gestire l'ADHD nei bambini è uno dei pilastri fondamentali del trattamento.
Trattamento multimodale
Il trattamento multimodale dell'ADHD nei bambini comprende la psicoterapia e, a seconda dei sintomi, la terapia farmacologica con stimolanti. Inoltre, comprende:
- Formazione incentrata sui genitori (o sugli educatori)
- formazione incentrata sulla scuola
- formazione incentrata sul bambino
La psicoterapia ha lo scopo di affrontare i disturbi psichici attraverso approcci psicologici. Ciò comprende l'analisi dei conflitti sottostanti (chiarimento), l'informazione sui fattori che perpetuano la malattia e sulle possibilità di trattamento (psicoeducazione), la definizione di obiettivi comuni (orientamento agli obiettivi) e l'apprendimento di comportamenti (orientamento all'azione) finalizzati al raggiungimento degli obiettivi. In questo contesto vengono presi in considerazione anche le esperienze emotive, i pensieri e i sintomi fisici. La psicoterapia si svolge in contesti individuali o di gruppo e comprende il lavoro con i genitori e l'ambiente sociale.
Panoramica della serie sull'ADHD
Parte 2: Mio figlio ha l'ADHD
Parte 3: Bambini malati o società malata?
Parte 4: ADHD - quali sono i diritti dei bambini?
Parte 5: ADHD e scuola
Parte 6: Ritalin contro l'ADHD - maledizione o benedizione?
Parte 7: Diagnosi di ADHD
Parte 8: Mio figlio ha l'ADHD - e adesso?
Parte 9: ADHD e aspetti etici del trattamento
Parte 10: ADHD e psicoterapia
Parte 11: Terapia dell'ADHD senza farmaci. Grandi benefici, piccoli rischi
Qui potete scaricarela serie in 11 parti sull'ADHD in formato PDF
Ecco come funziona nella pratica
La valutazione del quadro clinico (diagnostica) e la sua classificazione in categorie diagnostiche (DSM-5 o ICD-10) costituiscono la base dell'intervento psicoterapeutico. La psicoterapia per l'ADHD ha un carattere terapeutico-pratico e viene svolta in regime ambulatoriale. Solo in caso di sintomatologia grave e di mancanza di risultati si raccomanda un trattamento semiresidenziale o ospedaliero.
La psicoterapia per l'ADHD comprende:
- l'analisi del quadro clinico e dei fattori che lo mantengono (quando i sintomi sono particolarmente evidenti, quando si riscontra un miglioramento?,
- l'analisi del ruolo dei genitori e degli insegnanti (chiarimento),
- l'informazione del bambino, dei genitori e degli insegnanti riguardo al disturbo e al trattamento psicoterapeutico (psicoeducazione),
- la definizione congiunta degli obiettivi (orientamento agli obiettivi),
- l'esercitazione dei comportamenti necessari al raggiungimento degli obiettivi e il loro trasferimento nella vita quotidiana (orientamento all'azione).
In concreto: Alex, 9 anni, presenta problemi di media gravità quali dimenticanza, mancanza di concentrazione, interruzioni e litigi. Pur avendo un'intelligenza nella media, fa fatica a seguire il programma scolastico. Il rapporto con i genitori è buono, ma spesso ci sono litigi e lacrime quando i genitori lo aiutano a fare i compiti o cercano la borsa della ginnastica.
Alex si vergogna, si sente in colpa e dice che per questo litiga più degli altri. In psicoterapia Alex impara a riconoscere i limiti della sua attenzione e si aiuta con delle liste sullo smartphone. Si esercita a dire apertamente che ha dimenticato qualcosa e elabora dei modi per «rimediare» a ciò che ha dimenticato o agli scatti d'ira. Tutto questo in accordo con i genitori, che a loro volta concordano di dare ad Alex, nella vita quotidiana, l'opportunità di esercitarsi a dirigere la sua attenzione (cucinare, giochi).
L'obiettivo è quello di gestire in modo autonomo i propri punti di forza e le proprie debolezze.
L'insegnante viene coinvolta e, nelle prime quattro settimane, alla fine della lezione fa un cenno ad Alex per ricordargli di annotare i compiti nel suo quaderno. In seguito, 30 minuti prima della fine della lezione, sarà Alex a segnalare all'insegnante che si è ricordato del quaderno dei compiti. Alex viene ricompensato per il suo impegno e, a sua volta, ricompensa i suoi genitori per il loro impegno nel mostrarsi più pazienti.
I bambini con ADHD soffrono spesso di ulteriori problemi psicologici, quali ansia e stati d'animo depressivi. Il mancato raggiungimento degli obiettivi scolastici o sociali (integrazione nei gruppi di coetanei) influisce negativamente sull'autostima e sul decorso della malattia. Questo «circolo vizioso» deve essere spezzato affinché i bambini imparino, nel lungo periodo, a fare ciò che per loro risulta difficile. Se durante il trattamento dell'ADHD non si riesce a migliorare sufficientemente lo stato di benessere del bambino, in seguito sarà necessaria una terapia aggiuntiva.
Come si possono e si devono sostenere i bambini con ADHD?
Contatto: projektkinderfoerdern@unifr.ch.
Il ruolo dei genitori e degli insegnanti
I disturbi psichici nell'infanzia e nell'adolescenza inducono a cercare spiegazioni «semplici» per interazioni complesse, ad esempio attribuendo la colpa ai genitori o agli insegnanti. Ciò non è giustificato ed è dannoso per il bambino. Affrontare insieme la problematica del bambino contribuisce a un trattamento efficace.
Durante il corso di formazione per genitori vengono individuati i problemi, si esercita e si adatta il modo di comunicare le regole e si concordano conseguenze adeguate in caso di comportamenti indesiderati o ricompense in caso di comportamenti positivi. A causa dei loro sintomi principali, i bambini con ADHD hanno bisogno di un approccio attento alle loro esigenze e che stabilisca dei limiti.
I bambini possono imparare a gestire in modo responsabile i propri punti deboli e i propri punti di forza. Nella psicoterapia con il bambino l'accento viene posto sulla trasmissione di esperienze positive. Il bambino si avvicina all'obiettivo a piccoli passi (ad es. adempiere in modo affidabile ai propri doveri, reprimere comportamenti indesiderati), anche se inizialmente i miglioramenti potrebbero essere notati solo dal bambino stesso e dai suoi genitori. La sola psicoterapia è efficace nei casi di ADHD di gravità lieve e moderata.
La psicoterapia non fa «sparire» l'ADHD.
Nei casi in cui i sintomi dell'ADHD siano gravi o l'efficacia del trattamento risulti insufficiente, per garantire il successo terapeutico si ricorre a una combinazione con psicofarmaci (per lo più stimolanti) e quindi si avvia un trattamento multimodale.
Cosa significa «trattamento efficace» nella vita quotidiana? I progressi si manifestano nella diminuzione della frequenza o nell'attenuazione della gravità dei sintomi: i bambini dimenticano meno, imparano a gestirsi da soli, sanno cosa fa loro bene e cosa aggrava i problemi, e sviluppano fiducia in se stessi.
Genitori e insegnanti riferiscono di esperienze più positive, di un maggiore impegno nel superare i problemi e di una minore presenza di vergogna e rabbia durante i litigi. La psicoterapia non fa «scomparire» l'ADHD.
L'obiettivo, infatti, non è la guarigione, bensì lo sviluppo di un approccio responsabile nei confronti dei propri punti deboli e dei propri punti di forza, con il sostegno della famiglia e della scuola. La psicoterapia per l'ADHD è orientata alla creazione di una relazione positiva tra il bambino, la famiglia e la scuola. In questo modo il bambino impara a non dubitare delle proprie capacità, ma ad adottare strategie per affrontare i problemi in modo adeguato. Genitori e insegnanti sono i principali formatori dei bambini in questo processo!
Che cos'è l'ADHD?
Questa serie in dieci parti è realizzata in collaborazione con l'Istituto per la ricerca e la consulenza familiare dell'Università di Friburgo, sotto la direzione della dott.ssa Sandra Hotz. La giurista, insieme ad Amrei Wittwer del Collegium Helveticum, dirige il progetto «Promuovere i bambini. Uno studio interdisciplinare», al quale partecipa anche la Scuola universitaria professionale di Zurigo (ZHAW). Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Mercator Svizzera.





