Alfabetizzazione mediatica: il nostro tema di novembre
La scuola dei miei figli è ora un ambiente senza cellulari. Gli smartphone vengono raccolti all'inizio delle lezioni e restituiti alla fine della giornata scolastica. La creazione di uno spazio protetto dal mondo digitale ha suscitato inizialmente molta agitazione, e non solo tra gli adolescenti. Come possono i genitori comunicare con i propri figli durante la pausa pranzo? Come vengono sanzionate le infrazioni? Il bilancio provvisorio dopo sei settimane: l'agitazione si è placata e la norma funziona sorprendentemente bene.
Non sono solo le scuole ad avere difficoltà a trovare un equilibrio sano nella quotidianità digitale, ma anche le famiglie. Daniel Wolff, formatore nel campo del digitale, ritiene che l'accompagnamento nell'uso dei media sia oggi il tema educativo più importante. L'autrice Sandra Markert ha sottoposto a lui e ad altri cinque esperti, nell'ambito del dossier «Competenza mediatica», un totale di 31 domande urgenti che i genitori si pongono quasi quotidianamente, come ad esempio: «Mio figlio non ha voglia di mostrarmi o di parlarmi di ciò che fa sul cellulare. Cosa devo fare?». Le risposte dei nostri esperti vi aiuteranno ad accompagnare vostro figlio in sicurezza nel mondo digitale – promesso!
Recentemente alcuni ragazzi hanno raccontato sul «Tages-Anzeiger» di Zurigo come l'intelligenza artificiale stia stravolgendo la loro quotidianità scolastica. Mi ha colpito la risposta della studentessa del liceo Malou Freuler alla domanda su quali regole vigano nella sua scuola riguardo all'uso dell'IA: «Da noi non ci sono regole chiare, né lezioni specifiche. Dipende dall'atteggiamento che l'insegnante ha nei confronti dell'IA».
Domanda a Philippe Wampfler: perché molte scuole non hanno un piano sull'IA? Il docente di liceo e autore del libro «L'école, c'est moi» spiega: «Quando si verificano dei cambiamenti, allo shock e al rifiuto segue spesso la cosiddetta ‹Valle delle Lacrime›. Questa fase descrive il passaggio dalla consapevolezza razionale che il cambiamento è inevitabile all'accettazione emotiva». Secondo Wampfler, le scuole si troverebbero attualmente nella Valle delle Lacrime per quanto riguarda l'uso dell'IA.

«Allo stesso tempo, gli studenti si chiedono: ‹Qual è il mio valore per la società se, nel prossimo futuro, non sarò in grado di fare nulla meglio di un chatbot?›» Philippe Wampfler ha scritto un saggio molto perspicace su come insegnanti e genitori possano incoraggiare i ragazzi a continuare ad apprendere in modo autonomo, nonostante le possibilità offerte dall'intelligenza artificiale, includendo anche un programma in cinque punti. Lo consiglio vivamente.
Cordiali saluti,
Nik Niethammer





